Palermo - Sembra quasi l’uovo di Colombo, ma nell’intera zona del Mediterraneo si tratta del primo progetto/pilota, già realizzato in Sicilia, a Catania, per contrastare gli allagamenti cittadini dovuti alle piogge torrenziali sempre più frequenti: la creazione di un ‘giardino della pioggia’ che, attraverso un particolare impianto, dà luogo a un sistema filtrante che convoglia e fa tornare nelle falde l’acqua piovana.
Le vie di Catania, soprattutto la centrale via Etnea, negli ultimi anni sono state invase da fiumi di acqua piovana che le fogne vecchie e inadeguate sono incapaci di contenere e trattenere. Così l’amministrazione comunale, in collaborazione con l’Università degli Studi di Catania, il 26 gennaio scorso ha delineato un progetto urbanistico sperimentale e innovativo. L’opera, denominata "Retrofitting con soluzioni di drenaggio urbano sostenibile" - interamente finanziata con fondi europei Cardimed di cui l'Amministrazione comunale è partner insieme al Dipartimento di Agricoltura dell'Università etnea – ha previsto la realizzazione di "giardini della pioggia" capaci di trattenere, filtrare e convogliare gradualmente nel sottosuolo le acque meteoriche, riducendo i picchi di portata durante le piogge intense, insieme a pozzi disperdenti per completare la gestione delle acque. La capacità complessiva è stata dimensionata per intercettare circa 11.000 metri cubi di acqua all'anno provenienti da un bacino di 110 ettari. Tale progetto prevede anche il contestuale convogliamento delle acque della sorgente Leucatia per l'irrigazione a costo zero del verde pubblico circostante.
Il primo ‘giardino della pioggia’ è stato già realizzato a Tondo Gioeni, alla fine del parco omonimo che si trova a nord della città, al termine della via Etnea. Ecco come lo ha (continua su il Punto Quotidiano)
Maria D'Asaro, 25 ottobre 2026, il Punto Quotidiano

Nessun commento:
Posta un commento