domenica 18 ottobre 2026

La Sicilia si spopola, se ne sta andando la 'meglio gioventù'

        Palermo – Riccardo e Luciano, ingegnere energetico l’uno, ingegnere informatico l’altro, lavorano a Milano e a Genova; Francesco e Alberto hanno ottimi contratti di lavoro a Londra, dove vive e lavora anche Alessandro, giornalista e videomaker; Emanuela si occupa di cinema a Roma; Marco, ingegnere civile che ha lavorato a Trento, ora si è trasferito a Milano; Dario lavora a Roma; Gresia e Irene, rispettivamente ostetrica e esperta di relazioni internazionali, lavorano in Germania, come anche Valentina e Riccardo; Gabriele lavora a Madrid… 
    L’elenco potrebbe continuare con tantissimi altri nomi, quelli delle figlie e dei figli di parenti e amiche/ amici di chi scrive: i tanti giovani che, soprattutto se provvisti di una buona laurea magistrale, si sono i trasferiti fuori dall’isola e hanno gratificanti attività lavorative da Roma in su, ma anche all’estero, soprattutto in vari paesi europei.
    Le informazioni ufficiali confermano le notizie private della scrivente: negli ultimi sette anni hanno abbandonato la Sicilia più di 96.000 giovani, soprattutto laureati.
    Ad aumentare lo spopolamento dell’isola, all’emigrazione giovanile si somma il calo demografico, poiché anche in Sicilia si registra una progressiva contrazione delle nascite. Secondo gli ultimi dati ufficiali dell’Istat, il tasso di natalità in Sicilia è sceso al 7,0 per mille abitanti nel 2024, in calo rispetto al 7,4 per mille del 2023: nell’isola nel 2024 i nati sono stati 33.630, con una diminuzione di 1.829 bambini rispetto al 2023, quindi -5,2%. 
    Inesorabilmente la Sicilia si avvia a diventare una terra che va perdendo le sue menti ed energie più giovani. Tale tendenza è confermata da uno studio dello SVIMEZ (Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno), da cui emerge un dato preoccupante: intorno al 2050, tra poco più di vent’anni, se non ci saranno inversioni significative, la regione arriverà a perdere circa  (continua su il Punto Quotidiano)

Maria D'Asaro, 18 ottobre 2026, il Punto Quotidiano

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