venerdì 15 marzo 2024

15 marzo 1999/2024: 25 anni senza Giuliana

      Cara Giuliana,

     ho imparato ad apprezzarti grazie alla mia amica Teresa: “Ti perdi due perle se non leggi Romanzo civile e Terra di rapina”. 
      Prima della sua ‘presentazione’ sapevo solo che eri una giornalista. Chissà, forse una volta potremmo esserci persino incrociate in città, magari in una delle tante manifestazioni antimafia…Ma i tuoi occhi nocciola, scuri e intensi, posso solo immaginarli, perché ti ho conosciuta davvero quando ho letto i tuoi libri. Ma tu non c’eri più.
     Teresa aveva ragione: mi sono subito innamorata della tua scrittura. E sono stata affascinata dalla tua intelligenza, dal tuo lucido impegno, dalla tua passione civile. (…)

     Con Marcello, sposato nel 1947 dopo aver pianto assieme i morti di Portella della Ginestra, confluivi generosamente nel ‘grande e glorioso’ Partito comunista: “pochi operai e tanti contadini all’assalto dei loro diritti, e noi con loro, convinti di cambiare tutto per cambiare tutto, di scuotere dalle fondamenta, fino ad abbatterle, strutture economiche e sociali, di svellere radici”. (…)
    “Dov’è Rizzotto?” – gridava Di Vittorio a Palermo. “Il bracciante Placido Rizzotto, socialista, segretario della Camera del lavoro di Corleone, aveva solo ventisei anni quando i mafiosi, Luciano Liggio in testa, lo acchiapparono la sera del 10 marzo 1948”. E lo trucidarono, poco dopo. 
Sono stati i ‘compagni’ e le ‘compagne’ come te, a riscattare il suo sacrificio e quello di centinaia di altri martiri coraggiosi ammazzati dalla mafia e dai padroni perché lottavano per la libertà dal bisogno e per la giustizia sociale: “libertà dal bisogno e dalla paura”, come c’era scritto sulle amlire.  (…)
       Da giornalista, poi col tuo sguardo attento e con il tuo stile semplice e diretto, hai descritto una Palermo incapace di reagire agli equilibri politico-mafiosi, una città in cui, alcuni decenni fa, la mafia aveva operato un soffocante restringimento degli spazi di libertà, un occhiuto controllo del territorio.  (…)

       Anche durante l’ultima reincarnazione, hai avuto un risveglio vitale, un sussulto di passione e orgoglio civile e hai trovato la forza di rivolgerti agli altri, ai palermitani non collusi con la mafia, colpiti al cuore per le stragi di Capaci e via D’Amelio.
    C’è il tuo soffio vitale nella reazione, femminile e nonviolenta, semplice e dirompente, di esporre un lenzuolo bianco per esprimere il lutto, il dolore, ma anche la rabbia e la ribellione.
Ora basta”. “Palermo chiede giustizia”. Due lenzuoli, con queste scritte, esposti in via Maqueda 110. “Il comitato dei lenzuoli nasce dalle lacrime irrefrenabili di una tredicenne che ritorna a casa dopo i funerali delle cinque vittime (…) Tocca alla madre della tredicenne impegnarsi a fondo e giurarle che “da qui si riparte”, “qui rinasce qualcosa”. (…)
     Te ne sei andata qualche mese prima del tanto strombazzato nuovo millennio, il giorno delle Idi di Marzo. Quando, dopo un’esistenza lucidamente vissuta con “una sensazione panica, altamente civile, una disponibilità senza riserve, un ventre da grande madre, il cervello traboccante, una mente sovrana”, hai chiuso per sempre il tuo magnifico, pubblico e privato, romanzo civile. 


Qualche pezzo della mia lettera a Giuliana Saladino in 
  “Una sedia nell’aldilà”, Diogene Multimedia, Bologna, 2023
Recensioni qui e qui.

4 commenti:

  1. Mi incantano i tuoi racconti, le tue parole, le immagini che appaiono nella mia mente, che si sprigionano nel cuore...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. @Anonimo: grazie per le tue belle parole. Spero che i miei post possano essere 'nutrienti' per tutte/tutti. Buona domenica.

      Elimina
  2. Giuliana Saladino appartiene al mondo dei *compagni* che è crollato perché il comunismo era solo un'utopia. È crollato lasciando dentro di noi un gran vuoto.

    RispondiElimina
  3. @Gus: Giuliana è stata una 'compagna' che si stacca dal partito già gennaio del 1960, non rinnovando la tessera. Ha continuato a lottare come cittadina e giornalista per la giustizia sociale, la lotta alla mafia, la pace. Ha continuato a coltivare utopie, fuori dall'ideologia. E' stata una donna immensa. Grazie, caro Gus, per l'attenzione con cui leggi i miei scritti. Buona domenica.

    RispondiElimina