venerdì 21 luglio 2023

Una sedia nell'aldilà: pareri nell'aldiquà...

           A nostra signora provocava imbarazzo promuovere cose sue. Un suo libro poi… le pareva eccessivo, quasi una sorta di ‘hybris’, di tracotanza insolente verso gli scrittori veri.
Però era capitato che due donne magnifiche, una docente ligure e una palermitana, scrivessero recensioni bellissime su “Una sedia nell’aldilà”. E a nostra signora non pareva giusto non condividerle. Intanto per gratitudine verso le autrici, Rossana Rolando e Adriana Saieva.
    E poi per tributo e rispetto verso i destinatari delle dodici lettere nell’aldilà, che avevano il diritto – con le loro esistenze intense, significative e affascinanti – di suscitare attenzione e interesse.

Rossana Rolando
    
        Ecco la recensione di Rossana Rolando: 
"Una sedia nell’aldilà, il libro appena uscito di Maria D’Asaro, è una raccolta di lettere immaginarie scritte a persone che non ci sono più (anche un animale), ma che, nello stesso tempo, ci sono ancora, perché sono entrate a far parte dell’orizzonte mentale e affettivo dell’autrice: alcune conosciute direttamente, altre, più spesso, incontrate in modo indiretto, attraverso scritti e testimonianze. In ambedue i casi, si ricordano, lungo le pagine, le occasioni, i momenti, le concomitanze per cui certi volti sono emersi dallo sfondo opaco della storia anonima o pubblica, per entrare nello spazio intimo della vita privata, come interlocutori segretamente eletti. Così, per esempio, si apre la prima lettera al conterraneo Peppino Impastato: “Quando ti hanno ammazzato avevo vent’anni. Ero tutta casa, chiesa e università”.
💥 Ecco quindi la prima notazione: leggendo si rimane convinti del fatto che il mondo delle relazioni può infrangere la cortina della morte e allargarsi al regno dell’oltre, in un colloquio che non conosce confini spaziali e temporali. (continua qui

Adriana Saieva
     E quella di Adriana Saieva: "Immagina qualcuno, di cui ti fidi ciecamente e di cui apprezzi la sensibilità e la delicatezza, che ti inviti a far visita a delle persone sconosciute.
Immagina che in queste visite ti si svelino personalità inedite, anime pure, donne e uomini dalla sensibilità superiore che hanno avuto a cuore, principalmente, la cura degli altri.
Oppure immagina di trovarti in un luogo comodo, uno di quei posti dell’anima dove ci si sofferma per ore ad ascoltare storie, forse una tavola con i resti di un banchetto, forse due poltrone con un camino acceso.
E immagina che l’interlocutrice sensibile e gentile sia Maria D’Asaro che, senza fretta e distorsioni di sottofondo, ti racconti di vite “nutrienti” al punto che alla fine anche tu te ne senta appagato.
La modalità con cui ti avvicini alla sua narrazione è intima: (continua qui)


2 commenti:

  1. Sta arrivando Maria.. voglio centellinarmelo anche io.. ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. @Franco: assai onorata...intanto vado gustando "In risposta al cosa manca"... buona domenica e buon tutto.

      Elimina