L'autrice di questo blog, Maria D'Asaro, vive in un'isola ed è affascinata dal mare: mari da sognare, mari da scoprire, mari da solcare...
mercoledì 21 ottobre 2020
I rapporti umani
domenica 18 ottobre 2020
"Cos'è la mafia?": come parlarne ai ragazzi
Palermo – Oltre che su salute, socialità ed economia, la pandemia da Covid 19 sta causando effetti collaterali negativi, seppure meno visibili, in altri settori. A scuola, ad esempio, è necessario dare priorità a misure organizzative, di controllo igienico-sanitario e ai contenuti didattici ordinari, in sofferenza durante il lock-down. Così, nell’emergenza attuale, per molti docenti può risultare difficile occuparsi di educazione alla pace, alla nonviolenza, di educazione antimafia e alla legalità: temi cruciali per la formazione degli alunni e costitutivi per l’educazione civica, disciplina per fortuna quest’anno ‘resuscitata’. Nella speranza di poter tornare presto alla normale agenda educativa, per spiegare agli alunni dai dieci ai quattordici/quindici anni che cosa è la mafia e come è possibile contrastarla, ottimo ausilio è il libretto Cos’è la mafia? (Buk Buk Trapani, 2020, €12,90) di Adriana Saieva, che ha già dato prova del suo talento didattico-narrativo presentando in modo avvincente la figura di Peppino Impastato, nel testo “Tutti in campo”, insieme alla co-autrice Melania Federico.
In questo libretto, alla larga da discorsi astrusi, complicati e noiosi, l’autrice riesce a far capire al suo giovane pubblico cosa è e come agisce “Cosa nostra” servendosi di un felice espediente narrativo. Racconta infatti uno scambio di e.mail tra due studentesse di terza media: Emma, torinese, ed Elena, palermitana, che alla fine della storia consolideranno l’amicizia on line con un affettuoso incontro in presenza a Palermo. Altro personaggio dell’intreccio è il fratello maggiore di Elena, Dino, che da grande vuole fare il magistrato. Dino è la voce narrante che risponde agli interrogativi e ai dubbi posti da Emma: Che cosa è la mafia e perché è così diffusa? Come si riconoscono i mafiosi? La mafia dà lavoro? Che cosa è il pizzo? Perché la mafia uccide?
Elena sottolinea che “I mafiosi non si distinguono da tutti gli altri, non vestono in modo particolare e non ho idea se quelli che incontro lo siano oppure no”; mentre Dino scrive cosi ad Emma: “La mafia attecchisce dove c’è possibilità di fare soldi. L’organizzazione mafiosa è fatta da persone che hanno gli obiettivi di arricchirsi ed esercitare potere e per raggiungere questi scopi sono disposti a tutto: commettere reati, corrompere, usare la violenza, cercare complicità.” E aggiunge che “Nei decenni i mafiosi hanno fatto in modo da rendere credibili delle falsità bestiali: la mafia dà lavoro, protegge i deboli, garantisce protezione […] fandonie su fandonie!” A proposito del lavoro, se qualche volta il mafioso procura un lavoro a qualcuno è perché “I mafiosi hanno una rete di relazioni con individui corrotti e complici che, a loro volta, sono in debito con l’organizzazione criminale e devono restituire qualche favore ricevuto. […] Ma tutte le volte che viene dato un lavoro a qualcuno, attraverso strade illecite, lo si sta togliendo a qualche altra persona altrettanto bisognosa e meritevole […], ma talmente onesta da non scendere a compromessi, anche a costo di patire la fame”.
Il testo propone anche ulteriori spunti educativi: fa riflettere sulla necessità di superare stereotipi sessisti (la torinese Emma è una calciatrice in erba), incoraggia a combattere la prepotenza e gli atteggiamenti da bullo dovunque si manifestino, invita ciascuno a sentirsi attore della propria vita, responsabile delle proprie azioni. Il libretto infine, oltre a essere colorato e impreziosito dalle belle illustrazioni di Roberta Santi, regala squarci sulle bellezze artistiche e paesaggistiche e sui sapori speciali di Palermo e della Sicilia tutta, a testimonianza di quanto l’autrice ami e apprezzi la terra in cui vive e lavora. E il lettore, teen-ager o meno che sia, si congeda dalla storia con il buon retrogusto della speranza di cui il libro è pervaso e con un nuovo appetito verso la responsabilità e l’impegno civile.
Maria D'Asaro, 18.10.2020, il Punto Quotidiano
venerdì 16 ottobre 2020
Quello che deve starci a cuore...
Natalia Ginzburg: dal libro “Le piccole virtù”.
mercoledì 14 ottobre 2020
La mafia spiegata ai ragazzi...
Con l’autrice hanno dialogato Anna Bucca e Fausto Melluso (ARCI - Palermo)
Fausto Melluso: “Uno dei tanti pregi di questo testo è che si rivolge a un target chiaro: ragazzini e adolescenti […] Prendiamo atto purtroppo che non siamo ancora riusciti in questa città a costruire una coscienza civica che vada oltre il tabù della mafia. Questo libretto didattico, col suo felice escamotage narrativo, è capace di fornire alle agenzie educative gli strumenti per collegare l’impegno antimafia all’educazione alla cittadinanza attiva.”
Anna Bucca: “Sono contenta di presentare questo libro in un territorio dove l’ARCI vuole essere presente con gli strumenti della cultura e dell’intercultura. Ogni lavoro educativo e associativo o si radica in un territorio o non va da nessuna parte …
Cos’è la mafia è un percorso di educazione alla cittadinanza a tutto tondo, che smonta con gentilezza pregiudizi e atteggiamenti sbagliati; un testo capace di spiegare contenuti seri e importanti utilizzando il linguaggio degli adolescenti. Attraverso il vissuto quotidiano di alcuni ragazzi si offrono contenuti importanti con intelligenza e grazia”.
(Tra qualche giorno, la mia recensione)
lunedì 12 ottobre 2020
Scheletro di dinosauro
domenica 11 ottobre 2020
Dalla Sicilia la sfida del Giro al Covid 19
Maria D'Asaro, 11.10.2020, il Punto Quotidiano
venerdì 9 ottobre 2020
La mascherina è donna. E i Nobel pure...
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| Louise Glück |
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| Emmanuelle Charpentier e Jennifer Doudna |
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| Andrea Ghez |
mercoledì 7 ottobre 2020
Non so se tutti hanno capito, Ottobre, la tua grande bellezza...
Nei tini grassi come pance piene prepari mosto e ebbrezza, prepari mosto e ebbrezza...
Lungo i miei monti, come uccelli tristi fuggono nubi pazze,
Lungo i miei monti colorati in rame fumano nubi basse, fumano nubi basse...
O giorni, o mesi che andate sempre via, sempre simile a voi è questa vita mia.
Diverso tutti gli anni, e tutti gli anni uguale,
La mano di tarocchi che non sai mai giocare, che non sai mai giocare...”
Francesco Guccini, da “La canzone dei dodici mesi”
domenica 4 ottobre 2020
Ce la facciamo a salvare il mondo prima di cena?
Noi da che parte vogliamo stare?
Maria D'Asaro, 04.10.2020, il Punto Quotidiano
giovedì 1 ottobre 2020
Consolazione
Ma aveva le sue esigenze:
dovevano essere a lieto fine.
Se gliene capitava uno differente,
lo gettava con furia nel fuoco.
sono propensa a crederci.
Percorrendo con la mente tanti spazi e tempi
aveva visto così tante specie estinte,
tali trionfi dei forti sui più deboli,
così grandi sforzi di sopravvivenza,
prima o poi inani,
che almeno dalla finzione
e dalle sue semplificazioni
aveva diritto di aspettarsi l’happy end.
E quindi per forza: un raggio che sbuca dalle nuvole,
gli amanti di nuovo insieme, i casati riconciliati,
i dubbi dissipati, la fedeltà premiata,
i beni recuperati, i tesori dissotterrati,
i vicini pentiti del loro accanimento,
la reputazione resa, la cupidigia smascherata,
le vecchie zitelle maritate con pastori dabbene,
gli intriganti deportati nell’altro emisfero,
i falsari di documenti scaraventati dalle scale,
i seduttori di vergini di gran corsa all’altare,
gli orfani accolti in casa, le vedove consolate,
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| Wislawa Szymborska - dipinto di Pino Manzella |
il figliol prodigo invitato alla mensa,
il calice dell’amarezza vuotato in mare,
i fazzoletti intrisi di lacrime pacificate,
canto e musica per tutti,
e il cagnolino Fido,
smarrito già nel primo capitolo,
corra pure di nuovo per la casa
abbaiando gioioso.



























