giovedì 19 settembre 2024

L'orribile sogno del poeta

P.Cezanne: Vue d'Auvers (1874circa)
Immagina un po’ cosa ho sognato.
All’apparenza tutto è proprio come da noi.
La terra sotto i piedi, acqua, fuoco, aria,
verticale, orizzontale, triangolo, cerchio,
lato sinistro e destro.
Tempo passabile, paesaggi non male
e parecchie creature dotate di linguaggio.
Però quel linguaggio non è di questa Terra.

Nelle frasi domina l’incondizionale.
I nomi aderiscono strettamente alle cose.
Nulla da aggiungere, togliere, cambiare e spostare.



Il tempo è sempre quello dell’orologio.
Passato e futuro hanno un ambito ristretto.
Per i ricordi, il singolo secondo trascorso,
per le previsioni, un altro secondo
che sta appunto cominciando.

Parole quante è necessario. Mai una di troppo,
e questo vuol dire che non c’è poesia,
né filosofia, e neppure religione.
Là simili trastulli non sono previsti.

Niente che si possa anche solo pensare
o vedere a occhi chiusi.

Se si cerca, è ciò che è già lì accanto.
Se si chiede, è ciò per cui c’è una risposta.

Si stupirebbero molto,
se mai sapessero stupirsi,
che da qualche parte esistono motivi di stupore.

La parola “inquietudine”, da loro considerata oscena,
non oserebbe comparire nel vocabolario.
Il mondo si presenta in modo chiaro
anche nell’oscurità profonda.
Si dà a ciascuno per un prezzo accessibile.
Nessuno esige il resto prima di lasciare la cassa.

Dei sentimenti -la soddisfazione. E nessuna parentesi.
La vita con un punto al piede. E il rombo delle galassie.

Ammetti che nulla di peggio
può capitare al poeta.
E poi nulla di meglio
che svegliarsi in fretta.

Wislawa Szymborska, La gioia di scrivere, tutte le poesie (1945-2009), 
traduzione a cura di Pietro Marchesani, pag.663, Adelphi, Milano

martedì 17 settembre 2024

Una sedia... e quattro chiacchiere tra donne (e non solo)



      

     Domani, mercoledi 18 settembre, alle 17.30, in via Lincoln 121 a Palermo, nella sede dell’UDIPalermo, grazie alla generosa disponibilità di Daniela Dioguardi e Giovanna Minardi,  discuteremo insieme a partire  dai temi proposti in “Una sedia nell’aldilà”…






P.s. Secondo Meteo 3b non dovrebbe piovere; ovviamente non saranno discorsi per sole donne…

domenica 15 settembre 2024

Mediterraneo sempre più caldo: invasione di pesci alieni

     Palermo – 28,2°: questa la temperatura registrata nei fondali vicino Marzameni, borgo marinaro siciliano in provincia di Siracusa, dal biologo marino Francesco Tiralongo, ricercatore presso l’Università di Catania, responsabile del progetto Alien Fish/Pesci alieni, che si occupa di riconoscere e mappare le nuove specie ittiche in ingresso nel Mediterraneo. 
     Al giornalista Fabio Butera, della redazione del TG regionale siciliano, il biologo ha detto che il riscaldamento rapido e costante del Mediterraneo sta causando la massiccia presenza di tante specie aliene: oltre al noto granchio blu, si registra, ad esempio, l’espansione di un’altra specie assai invasiva, il pesce-scorpione, molto diffuso nel settore orientale del Mediterraneo. 
     A collaborare con il progetto, ci sono anche Alfonso Barone e suo padre Bartolo, pescatori del luogo che passano agli studiosi di Alien Fish le foto e il numero dei pesci ‘alieni’ pescati: “Tra i pesci pescati nei nostri mari, troviamo sempre più spesso il pesce-coniglio, il pesce-flauto e una specie di ‘squilla’, diversa dalla nostra classica conocchia” – dice Alfonso Barone.
Le caratteristiche dei pesci alieni mettono in pericolo l’equilibrio della fauna ittica mediterranea: i pesci coniglio, molto numerosi nella porzione sudorientale del bacino mediterraneo, sono voraci erbivori che stanno provocando la desertificazione dei fondali, perché a differenza dei pesci nativi, brucano non solo le alghe più sviluppate, ma anche le più giovani, impedendone quindi la rigenerazione. 
La scomparsa delle alghe comporta la scomparsa delle specie a esse connesse. Da uno studio condotto in un tratto costiero tra Grecia e Turchia, nelle regioni con alta densità di pesci coniglio la copertura algale risulta ridotta del 65% e si osserva una diminuzione del 40% della ricchezza di specie. 
Altro pesce tropicale ormai diventato di casa del nostro mare è appunto il pesce scorpione: dotato di aculei velenosi pericolosi anche per le persone, è un pesce predatore che si nutre di ‘giovani’ pesci autoctoni.
    Il riscaldamento del Mediterraneo sta provocando anche l’eccessivo proliferare di una specie autoctona come il vermocane, che si riproduce più facilmente a temperature marine più alte. Il vermocane, molto vorace, ha invaso i mari del Sud Italia, soprattutto le coste della Puglia, della Sicilia e della Calabria.
     Uno studio recente pubblicato su Global Change Biology, ha indagato le dinamiche spazio-temporali che caratterizzano le specie aliene del Mar Mediterraneo, basandosi su una vasta mole di dati provenienti dalla letteratura scientifica.
    I risultati di quest’ampia analisi non solo confermano il costante aumento di specie esotiche invasive, ma evidenziano anche che si stanno indebolendo le barriere bio-geografiche, che prima si ritenevano dei limiti per la diffusione di queste specie. 
     Lo studio sottolinea infatti che, mentre fino a una trentina di anni fa si pensava che lo Stretto di Sicilia e il Mar Egeo Settentrionale fossero i limiti ultimi per la diffusione di specie provenienti dal Mar Rosso, ora si osserva invece che diverse nuove specie di pesci hanno iniziato a spingersi oltre, sconfinando nel Mediterraneo Occidentale o nel Nord dell’Egeo: tra essi il pesce flauto, il pesce palla maculato e la sardina del Mar Rosso, un tipo di aringa. 
    L’aumento del numero di specie invasive e la velocità della loro diffusione secondo i ricercatori hanno una causa precisa: i cambiamenti climatici. 
   Secondo dati rilasciati dall’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), il 2022 risulta essere l’anno più caldo dal 1961, con una marcata anomalia della temperatura media di +1,12°C. Anomalia che si ripercuote soprattutto nei nostri mari: le temperature del Mediterraneo stanno infatti aumentando il 20% più rapidamente rispetto alla media globale. Tale innalzamento di temperatura rende il nostro mare un habitat ideale per molte specie tropicali. Al contrario molte specie native faticano a sopravvivere in un ambiente così diverso da quello in cui si sono evolute. La fauna mediterranea, infatti, che risale a cinque milioni di anni fa, è quella tipica di acque temperato-fresche e ha una origine atlantica.
   Il Mar Mediterraneo, inoltre, ha una differenza di temperatura tra la sua parte ovest e quella a est: la parte orientale ha sempre avuto temperature più elevate rispetto al bacino nord-occidentale, e si sta scaldando molto più rapidamente. 
   Alcune popolazioni di pesci si ritrovano ora 1-3 gradi in più e quindi iniziano a collassare, altre sono già scomparse. A essere influenzate in modo particolarmente negativo sono le specie ittiche adattate a climi temperati o boreali, come il merluzzo o la salpa. 
Il professore Giandomenico Pace, ricercatore dell’ENEA, sottolinea infine che l’aumento di temperatura del mare Mediterraneo ha varie conseguenze dal punto di vista biologico: non solo l’ingresso di specie aliene, ma anche l’aumento della salinità, dell’acidificazione. E afferma: “È giunto il momento di prendere delle decisioni internazionali che mitighino le variazioni climatiche.” 

Maria D'Asaro, 15.9.24, il Punto Quotidiano






venerdì 13 settembre 2024

Salluccia



Salluccia,

invecchiare insieme

sarebbe stato magnifico.

Invece sei rimasta giovane...

io, sola.





A mia sorella, scrivo qui.

mercoledì 11 settembre 2024

Cile, novembre 1970/11 settembre 1973: Isabel Allende racconta

Salvator Allende con la sua famiglia
    L’11 settembre è una data doppiamente tragica: non solo, nel 2001, per le Twin Towers abbattute dai terroristi, con le conseguenze terribili che si ricordano, ma anche, nel 1973, per il colpo di stato militare a Santiago del Cile, che mise fine con la forza bruta a un governo socialista democraticamente eletto nel novembre 1970. 

Isabel Allende, nipote del Presidente, racconta:
     “Il giorno delle elezioni i più sorpresi della vittoria furono i vincitori, perché in fondo non se lo aspettavano. Dietro le porte e le finestre chiuse dei quartieri alti gli sconfitti tremavano, certi che le turbe si sarebbero sollevate in una ventata di odio di classe accumulato da secoli, ma non fu così, ci furono solo pacifiche manifestazioni di gioia popolare. 
     Una folla che cantava El pueblo unido jamas serà vencido invase le strade agitando bandiere e stendardi, mentre all’Ambasciata degli Stati Uniti il personale si riuniva in seduta d’emergenza; i nordamericani avevano cominciato a cospirare un anno prima, finanziando gli estremisti di destra e cercando di sedurre alcuni generali di tendenza golpista. Nelle caserme i militari in stato d’allarme aspettavano istruzioni. Zio Ramon e mia madre erano felici per la vittoria di Allende; il Tata riconobbe la sua sconfitta e andò cavallerescamente a salutarlo quando quella sera stessa venne di sorpresa a far visita ai miei genitori.
       Il giorno seguente mi presentai al lavoro come al solito e trovai il palazzo ronzante di voci contraddittorie; il proprietario della casa editrice impacchettava in silenzio le sue macchine fotografiche e preparava l’aereo privato per varcare la frontiera con la famiglia e buona parte dei suoi beni, mentre una guardia privata faceva la sentinella alla sua auto da corsa italiana per evitare che la plebaglia, presunta infuriata, la facesse a pezzi. (…)  Alla mattina del giorno dopo, mio suocero fu uno dei primi a mettersi infila davanti alla porta della banca per ritirare i suoi soldi, deciso a fuggire all’estero appena fossero sbarcate le orde cubane o la dittatura sovietica avesse cominciato a fucilare cittadini. Io non vado da nessuna parte, mi assicuro la Granny piangendo di nascosto dal marito. I nipotini erano diventati la sua ragione di vita. La partenza fu rimandata (…) nessuno prese d’assalto il paese, le frontiere rimasero aperte, nessuno fu messo al muro come temeva mio suocero, e la Granny si convinse che nessun marxista l’avrebbe separata dai suoi nipoti, meno che mai uno che portava lo stesso cognome di sua nuora.
Isabel Allende con figli Nicholas e Paula
     Poiché non era stata raggiunta la maggioranza assoluta, il Congresso in seduta plenaria doveva decidere l’esito delle elezioni. Fino ad allora si era sempre rispettata la maggioranza uscita dalle urne (…) ma Unità Popolare suscitava troppi timori. Comunque il peso della tradizione fu più forte della paura dei parlamentari e delle pressioni dell’Ambasciata nordamericana, e dopo lunghe deliberazioni il Congresso – dominato dalla Democrazia Cristiana – stese un documento che chiedeva ad Allende il rispetto delle garanzie costituzionali; questi lo firmò e due mesi più tardi ricevette la fascia presidenziale in una cerimonia solenne. 
       Per la prima volta un marxista veniva eletto democraticamente, gli occhi del mondo erano fissi sul Cile. Pablo Neruda si recò come ambasciatore a Parigi, dove due anni dopo ricevette la notizia che aveva vinto il Premio Nobel per la letteratura. Il vecchio re di Svezia gli consegnò una medaglia d’oro, che il poeta dedicò a tutti i cileni: perché la mia poesia è proprietà della mia patria. (…)
Chi era Salvatore Allende? Non lo so, e sarebbe pretenzioso da parte mia tentare di definirlo, ci vorrebbero molti volumi per dare un’idea della sua complessa personalità, della sua difficile gestione e del ruolo che occupa nella storia.
     Per anni lo consideravo uno dei tanti zii in una famiglia numerosa, l’unico rappresentante di mio padre; fu dopo la sua morte, quando lasciai il Cile, che capii la sua dimensione leggendaria. In privato fu buon amico dei suoi amici, leale fino all’imprudenza, non riusciva a concepire il tradimento e gli costò molto accettare l’idea di essere stato tradito.
Ricordo la fulmineità delle sue risposte e il suo senso dell’umorismo. (…) Mi sembra che le sue caratteristiche più evidenti fossero l’integrità, l’intuizione, il coraggio e il carisma; seguiva gli slanci del cuore, che raramente lo ingannavano, non indietreggiava davanti al rischio ed era capace di sedurre le masse quanto gli individui”

Isabel Allende, Paula, traduzione di Gianni Guadalupi
 Biblioteca  di Repubblica, Barcellona, 2002 pp.175,176,177, 181,182


P.s. Spero che quest’anno Isabel Allende riceva il Nobel per la Letteratura



domenica 8 settembre 2024

Sicilia, giovani volontari contro gli incendi

        Palermo - Secondo l’ultimo aggiornamento del 30 luglio fornito dall’EFFIS (European Forest Fire Information System) dal 1° Gennaio di quest’anno sono stati rilevati su scala nazionale ben 615 incendi, che hanno interessato una superficie complessiva di 221 kmq. Sicilia, Calabria, Sardegna e Puglia sono le regioni più colpite dai roghi e insieme rappresentano circa l’85% delle aree complessive andate a fuoco. 
     In particolare, la Sicilia ha il 45% del totale, la Calabria il 20% mentre Sardegna e Puglia entrambe il 10% ciascuna. 
    Le suddette regioni hanno anche il triste primato di detenere l’80% del totale forestale nazionale incendiato. In particolare, il 34% ricade in Sicilia, il 30% in Calabria, il 12% in Sardegna, solo il 4% in Puglia. L’isola siciliana, tra le quattro regioni più colpite, risulta quindi in assoluto la più martoriata dalle fiamme, sulle cui cause è urgente indagare e per la cui prevenzione è indispensabile adoperarsi.
      Il 26 agosto scorso, al TG regionale della Sicilia, il giornalista Fabio Butera ha raccontato la storia di alcuni volontari chesi sono impegnati per prevenire e arginare il flagello degli incendi nei pressi della valle dell’Alcantara, nel territorio del comune di Castiglione di Sicilia, che si trova nella zona orientale dell’isola, tra la provincia di Catania e quella di Messina. Si tratta di un gruppo di giovani eterogeneo, originario sia della zona e proveniente anche dal nord Italia e dall’Europa: insieme ormai da alcuni anni, stanno portando avanti alcuni progetti culturali e di agricoltura sostenibile, come quello denominato ‘Settevoci’.
   La collaborazione è la parola chiave per il gruppo di ‘Settevoci’: chi all’inizio guardava con diffidenza e curiosità a questi giovani venuti da fuori e stabilitisi in un luogo da cui invece si emigra, oggi si interessa alla loro attività, magari dà consigli e condivide esperienze: “Stiamo creando una bella rete di mutuo aiuto e di collaborazione, ci sentiamo sempre più radicati e sappiamo di essere un po’ i custodi di questa zona”, dicono i giovani.
     Uno dei problemi in cui si sono imbattuti spesso specie nella stagione estiva sono gli incendi: per questo il gruppo si è attrezzato per supportare tempestivamente i Vigili del Fuoco e il Corpo Forestale. 
      Ecco cosa hanno detto Guido e Luca al giornalista Fabio Butera: “L’11 agosto c’è stato un incendio, uno dei più forti e più gravi di questo mese. Le fiamme sono arrivate sino a sei metri. Sono intervenute diverse squadre sia dei Vigili del Fuoco che della Forestale. Abbiamo dato una mano anche noi e siamo stati al lavoro per tantissime ore”. “Abbiamo fatto diversi laboratori per costruire noi stessi dei flabelli battifuoco, attrezzi utilizzati anche dai Vigili del Fuoco. Siamo riusciti a costruire una trentina di flabelli, che possono essere utilizzati in tutta la valle”. 
    I giovani di ‘Settevoci’ hanno sempre pronti zaini con tutto il necessario per affrontare eventuali roghi: tute ignifughe, maschere con filtro antifumo, pinze e roncole per farsi strada tra il fuoco, oltre ovviamente a bottiglie d’acqua.
    Ma ancora più importante è la loro opera di prevenzione: dalle loro postazioni, controllano il territorio circostante con binocoli e droni: appena si accorgono di qualche focolaio, forniscono immediatamente informazioni preziose a chi di competenza.
    Infine, il gruppo di ‘Settevoci’ sottolinea un obiettivo importante che dovrebbe prefiggersi ogni comune siciliano: l’aggiornamento annuale del catasto/incendi, per evitare che vengano fatte speculazioni sui terreni colpiti dal fuoco.
    Forse anche grazie alle loro sollecitazioni, il comune di Castiglione di Sicilia lo ha subito aggiornato. Speriamo che non sia uno dei pochi comuni isolani ad averlo fatto.

Maria D'Asaro, 8.9.24, il Punto Quotidiano

venerdì 6 settembre 2024

Hijos

Picasso: Madre e figlio, 1938 (ho girato intenzionalmente il dipinto)
         "I figli hanno condizionato la mia esistenza, da quando sono nati non ho più potuto pensare in termini individuali, sono parte di un trio inseparabile. Una volta, diversi anni fa, volli dare la precedenza a un amante, ma non mi riuscì e alla fine rinunciai a lui per tornare in famiglia. Questo è un argomento di cui dovremmo parlare più avanti, Paula, per ora è bene, passarlo sotto silenzio.
       Non mi venne mai in mente che la maternità fosse opzionale, la consideravo inevitabile, come le stagioni. Seppi delle mie gravidanze prima che fossero confermate dalla scienza, tu mi sei apparsa in sogno, come poi mi fu rivelato anche tuo fratello Nicolás. Non ho perso questa virtù e adesso posso indovinare i figli di mia nuora, ho sognato mio nipote Alejandro prima che i suoi genitori sospettassero di averlo generato, e so che la creatura che nascerà in primavera sarà una bambina e si chiamerà Andrea, ma Nicolás e Celia ancora non mi credono e stanno pensando di fare un’ecografia e stendendo una lista di nomi.
     Nel primo sogno avevi due anni e ti chiamavi Paula, eri una piccina minuta, dai capelli scuri, grandi occhi neri e uno sguardo languido, come quello dei martiri nelle vetrate medievali di certe chiese. Indossavi un cappotto e un cappello a quadri, simili al classico vestito di Sherlock Holmes. 
        Nei mesi seguenti ingrassai tanto che una mattina mi chinai per infilarmi le scarpe e finii a testa in giù e gambe all’aria, l’anguria sulla pancia era rotolata fino alla mia gola, spostando il centro di gravità che non tornò più nella posizione originaria, perché ancora oggi vado per il mondo incespicando. 
      Quel periodo in cui tu eri dentro di me fu di perfetta felicità, non mi sono mai più sentita così ben accompagnata.”

Isabel Allende, Paula, traduzione di Gianni Guadalupi
Biblioteca di Repubblica, Barcellona, 2002. pp.124,125

P.s. Testo potente e doloroso, nella mia libreria da più di vent’anni. Ora il momento di leggerlo.    md

giovedì 5 settembre 2024

Stop

Vincent Van Gogh: Vagoni ferroviari (1988)


Viaggiano

senza check-in

in varie direzioni

vagoni di inquieta tristezza

Stop

martedì 3 settembre 2024

Passi di donna...

J. Sorolla: Le tre vele (1903)
       Nostra signora cammina spesso da sola nel suo quartiere. Le capita, talvolta, di avere un po’ di apprensione: magari quando porta fuori l’immondizia di sera o quando esce in una deserta domenica agostana.
      Così quando incrocia una sua simile si sente più serena: che sia una ragazza col cagnolino, un’anziana signora con la spesa o un’enigmatica rossa che parla al cellulare. Non perché lei creda che le donne siano migliori degli uomini: ma perché sono state per millenni prive di potere e deputate alla cura. Questo, insieme al fatto che non stuprano, le rende meno pericolose. I dati lo confermano: le donne in prigione sono meno del 5% dei carcerati. 
    Ora però nostra signora teme che, nel cammino verso la parità, le sue simili stiano prendendo una pessima strada: intravvede in alcune troppa arroganza e durezza. E quelle al potere appoggiano il riarmo e alimentano imperturbabili venti di guerra. Aiuto…

Maria D’Asaro

domenica 1 settembre 2024

Palermo, minacce alla procuratrice del Tribunale dei Minorenni

        Palermo – “Devi smetterla di occuparti dei figli degli altri": un foglio con queste parole, corredate da una croce, è stato trovato il 5 agosto scorso dentro un fascicolo presso il Tribunale per i minorenni di Palermo: destinataria dell’intimidazione la dottoressa Claudia Caramanna, procuratrice per i minorenni presso il predetto Tribunale, da tempo impegnata nella tutela dei minori, soprattutto dei figli di affiliati alla mafia e di persone dedite al traffico di droga. Nelle situazioni in cui, a causa della grave situazione di criminalità presente in famiglia, è fondato il pericolo di devianza per i minori, la dottoressa Caramanna ha chiesto al Tribunale il loro allontanamento dai genitori.
      In particolare, dopo una massiccia operazione antidroga dei carabinieri in un quartiere a rischio nella periferia est di Palermo, lo ‘Sperone’, la procuratrice e i suoi sostituti hanno avanzato al Tribunale la richiesta di numerosi provvedimenti di allontanamento di ragazzini dalle loro famiglie. Dalle indagini e da alcune telecamere nascoste, si vedevano infatti i bambini accanto agli adulti che preparavano le dosi di droga o contavano banconote. Nella sua opera di salvaguardia dei minori dai contesti familiari che delinquono, la dottoressa Caramanna ha chiesto aiuto a un prete del quartiere, attivo nel contrasto contro la criminalità. Inoltre, assieme all’associazione ‘Libera’, la Procura per i minorenni palermitana ha organizzato progetti e attività educative per i figli di alcuni mafiosi.
    In meno di due anni, per la dottoressa Caramanna quella del 5 agosto è purtroppo la seconda intimidazione: all’interno del ‘Malaspina’ (che, a Palermo, è sede sia dell’Istituto penale per i minori che del Tribunale per i minorenni) a fine marzo 2023 il suo ufficio era già stato messo a soqquadro con un’incursione vandalica. 
    Il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza, presieduto dal prefetto di Palermo dottor Massimo Mariani, ha già disposto il rafforzamento della scorta per la procuratrice. Sulle intimidazioni indagano i carabinieri del nucleo investigativo di Palermo, coordinati dalla Procura di Caltanissetta: sono state disposte varie analisi sul foglio, mentre altri accertamenti sono stati effettuati durante il sopralluogo nelle stanze della Procura.
      Si ritiene che il foglio con la frase intimidatoria sia stato lasciato nell’ufficio all’interno dell’Istituto ‘Malaspina’ proprio mentre venivano girate alcune scene del film di Ricky Tognazzi e Simona Izzo dedicato alla moglie di Giovanni Falcone Francesca Morvillo, per 17 anni sostituta procuratrice per i minorenni, prima di diventare consigliera di Corte d’appello.
    Alla dottoressa Caramanna sono arrivati tanti messaggi di sostegno dai cittadini palermitani, che hanno espresso gratitudine per la cura e il coraggio da lei profusi nel servizio di tutela dei bambini esposti alla ‘scuola’ della violenza e della criminalità.
       Anche l’amministrazione comunale di Palermo ha manifestato la sua solidarietà alla procuratrice e il sindaco Roberto Lagalla ha dichiarato: “L’episodio inaccettabile dice come ci sia un chiaro disegno delle famiglie mafiose che punta a ostacolare chi, come il procuratore Caramanna, si impegna concretamente e con coraggio per spezzare in modo netto quel cordone che lega i figli dei boss con i loro nuclei familiari, contaminati dalla mafia”.
    A proposito di minori a rischio, la Sicilia detiene il primato negativo del numero di strutture di detenzione per i minorenni: su un totale di diciotto Istituti presenti in Italia, ben quattro sono nell’isola. Basterebbe questo dato per comprendere quanto sia importante il lavoro di prevenzione svolto dalla dottoressa Caramanna. 
     Si condividono allora, infine, le considerazioni, espresse in un social dalla dottoressa Maria Di Chiara: “Ai ‘padri’ che, con la vigliaccheria dell'anonimato, hanno rivendicato la proprietà dei loro figli, ricordiamo che in una comunità sociale ‘i figli degli altri’ stanno a cuore a ciascuno e che tutti insieme ne rispondiamo e ne siamo responsabili: noi - educatori, insegnanti, magistrati, operatori sanitari, operatori sociali e culturali, ciascuno e ciascuna nel pieno della propria responsabilità - li consideriamo ‘cosa nostra’. Che nessuno, tanto meno i padri biologici, osi dar loro scandalo, ridurli a strumenti, storpiarne il destino, negar loro libertà e futuro.”
Maria D'Asaro, 1.9.24, il Punto Quotidiano