sabato 7 maggio 2022

Palermo, Palazzo sant'Elia















 

    Tra varie incombenze, una visita alle zie centenarie e un conferimento di lenticchie ai nipoti, a nostra signora avanzavano scampoli di tempo: guardava allora la sua bella città con gli occhi nuovi della turista, scattava foto e s’immaginava free-lance per chissà quale reportage. 
   Ora, da quando c’era la guerra in Europa, tutto quanto non fosse bombe, distruzione e morte, le dava un dolce sapore di vita. Nella sua dimenticata periferia, si sorprendeva ad ascoltare il cinguettio degli uccellini, ad ammirare il tripudio di fiori ed erbette che sorridevano in ogni spazio libero dal cemento. 
    Durante la I guerra mondiale, l’immenso Giuseppe Ungaretti scriveva: “Un’intera nottata/buttato vicino/a un compagno/ massacrato/con la sua bocca/digrignata/volta al plenilunio/con la congestione delle sue mani/penetrata nel mio silenzio/ho scritto lettere piene d’amore/Non sono mai stato/ tanto/ attaccato alla vita”. 
     Dobbiamo guardare in faccia la guerra e averne orrore per amare la pace e la vita?

Maria D’Asaro




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