sabato 14 marzo 2009

Piedi per terra


Confesso che non amo stare con la testa tra le nuvole.

Anzi, che i miei piu' autentici attacchi di panico li ho avuti proprio su un aereo. E che quindi la mia difesa di mezzi di trasporto alternativi potrebbe essere viziata da questa mia personale debolezza. Dico anche pero' che non rifiuto, a certe condizioni, di utilizzarlo, l'aeroplano. Ad esempio, tempo fa sono andata a Londra in aereo. Sorvolando la Francia, inghiottito il penultimo morso di paura, ho contemplato i cirri che riempivano il cielo e ho pensato che si', gli angioletti invisibili, se esistono, dovevano proprio essere li'.
Reso questo tributo alla verita', affermo di essere assolutamente d'accordo con chi si batte per una drastica riduzione del trasporto aereo. Infatti, se servirsi dell'aeroplano ha una "ratio" per recarsi, ad esempio, da Palermo a Londra, a mio avviso, non ne ha alcuna per andare da Palermo a Roma o a Milano. Tutte le volte che le distanze lo permettono, il treno, molto meno inquinante, dovrebbe essere preferito all'aereo, mezzo di trasporto energivoro, responsabile per svariate tonnellate di gas dell'effetto serra e concausa di danni alla salute delle popolazioni che vivono vicine agli aeroporti. Al comitato che si oppone alla realizzazione dell'aeroporto a Viterbo va la mia stima, il mio sostegno, la mia solidarieta'. Il tentativo di riduzione del traffico aereo andrebbe iscritto nella conversione del nostro immaginario dal motto olimpico "Piu' veloce, piu' alto, piu' forte", verso orizzonti e stili di vita "Piu' lenti, piu'profondi, piu' dolci", come ci suggeriva il caro Alex Langer.
Abbiamo tutti fatto esperienza di viaggi in treno - che pero' desideriamo in futuro piu' puliti - dove si puo' leggere, si puo' guardare il paesaggio, si ha contezza delle distanze tra i luoghi e si puo' meditare, dondolati dal vagone "Cara amica il tempo prende, il tempo da', noi corriamo sempre in unadirezione, ma qual sia e che senso abbia chi lo sa...", su spunti di gucciniana memoria.
Certo molti obietterebbero che il treno fa perdere tempo... Tempo per cosa, tempo per chi? Qual e' la nostra destinazione finale, per cui correre cosi' in fretta? Divagazioni esistenzial-filosofiche, che non hanno niente di pratico, di concreto, di economico... E' che mi piacerebbe tanto che in Italia si desse inizio a un nuovo umanesimo che abbia al suo centro le persone, con i loro veri bisogni, e la natura. Un nuovo umanesimo in cui economia e profitti stiano in periferia...
Sto irrimediabilmente volando, anche se con i piedi a terra. Allora, un'ultima affermazione, mutuata da Rudolph Steiner, filosofo e studioso di antroposofia: "Quando l'uomo corre oltre i 50 km. orari, perde il contatto con la propria anima...". Solo strane e improponibili suggestioni antroposofiche? Forse...
Maria D'Asaro (Supplemento de "La nonviolenza e' in cammino", n. 96 del 21 agosto 2007)

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